Quando c’è feeling…

24 dicembre 2013


Quando i sentimenti sono veri… te ne accorgi subito. Non ho avuto molte occasioni di incontrare Michele, ma sin dal primo momento che lo incontrai per lavoro, la sensazione era quella di incontrare un vecchio amico, perché Michele sapeva dare tanto, aveva un modo suo, accattivante e simpatico di mettere le persone a proprio agio.
Mi sono deciso solo ora a scrivere su questo blog, bloccato diverse volte dal ripudio di sapere che Michele per un incidente non c’è più. Mi ha convinto invece ora il fatto che lui è comunque presente in tutti coloro che l’hanno conosciuto.

Un giorno squilla il cellulare e dall’altra parte si presenta Michele che ha avuto il mio nominativo da Gedy per delle tende doccia per hotel. L’appuntamento è presto fatto. Il giorno dopo arrivo con la mia auto in piazzale Giulio Cesare dove lui mi attende in moto. Al mio stupore risponde pacificamente che la moto è il mezzo più pratico per percorrere le strade di Milano. Scambiati i contatti di rito, gli prometto campioni delle tende.
Il giorno stabilito le tende arrivano e io parto alla volta di Milano, via Hajech. Il personaggio è così rispettabile che giacca e cravatta mi sembrano d’obbligo. Dopo l’affanno del parcheggio, salgo in casa e rimango colpito dall’arredamento. Semplice e pieno di particolari, di souvenir dal gusto esotico, mai kitsch. Ma la parte più esotica è proprio Michele che mi riceve in t-shirt bianca e pantaloni del pigiama. Ci guardiamo nei nostri modi scombinati di vestire e già ci scappa la risata.

Immediatamente il lavoro va in secondo piano: lui ascolta il mio racconto sull’incombente epilogo del mio matrimonio con la stesso interesse con cui io ascolto le sue avventure sul K2 o sul Kilimangiaro. E lì mi confida che con tutte le avventure che hanno riempito la sua vita, l’unico grosso vuoto era rappresentato dalla mancanza di un figlio, mentre io ne avevo già 2. Mi mette nelle mani un libro “Boleto de regreso” ci scrive una dedica e lo firma chiedendomi di dirgli poi se il libro mi è piaciuto. Ricordo che lo lessi d’un fiato.
Abbiamo continuato a vederci a Francoforte, in fiera, dove lui organizzava l’intrattenimento per i clienti all’interno de “La Piazzetta”. Finchè un giorno mi disse raggiante che aspettava un figlio. Io stavo giusto organizzando un evento, l’apertura di un import di specialità spagnole. Quale miglior degustatore di Michele?

Fu l’ultima volta che lo vidi. Provai un po’ di tempo dopo a sentirlo per sapere del figlio ma non riuscii a trovarlo. Persi anche il cellulare con tutti i numeri e quindi un bel giorno mi dissi che era ora di rivedere Michele e conoscere suo figlio. Ricordo ancora il momento e la brutalità con la quale alcune notizie ti piombano addosso. Ero con clienti ed avevo appena raccontato del suo libro, quello che mi aveva regalato con dedica e delle disavventure narrate: cercai sul solito Google il suo nome e, scusandomi, li congedai.
Ci sono persone al mondo che vivono lentamente, trascinando la loro vita; ci sono altri che la vivono intensamente, come se il quantitativo, l’intensità e la qualità degli eventi fosse concentrato in un lasso di tempo molto più breve. Se parlassimo in termini di fisica, direi che la vita di Michele aveva un peso specifico altissimo, e quindi un volume minore.

Visto il periodo approfitto per augurare a tutti coloro che gli erano vicino un felice Natale!

Claudio

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