Ricordi di scuola

3 settembre 2009


Mi sono dovuto scervellare e ho dovuto scavare nella memoria tornando indietro a più di 26 anni fa per far venire alla luce alcune delle “bravate di scuola” con protagonista Michele & Co.

Ora della Scortecci (Geografia & Scienze): lezione appena iniziata, si leva una voce: “Professoressa, guardi, c’è Di Giorgio che nuota…” tutti si girano verso i finestroni che dalla classe davano sul corridoio e vediamo Michele che simula una nuotata a stile libero, naturalmente coadiuvato nella “levitazione” da tre o quattro della classe che camminando piegati sotto Michele e sostenendolo, danno l’impressione che Michele stia nuotando!!!

Ora di Scialdoni (Economia Politica), preambolo: se interrogava la classe si riduceva a tre/quattro presenze (i + secchioni) su ventotto, mentre se era solo un’ora di spiegazione la classe era al gran completo. In quelle rare volte che Michele e molti altri rimanevano “intrappolati” in classe per non so quale motivo e Scialdoni decideva di interrogare, chi veniva chiamato se non “Di Giorgio, venga fuori che la interrogo”?. Michele sbiancava letteralmente in volto e si trascinava al fianco cattedra, non prima di essersi fatto allungare il libro di Economia (che fortunatamente era in formato pseudo tascabile) che avrebbe tenuto sulle gambe senza farsi notare. Beh, lascio a voi immaginare cosa poteva venire fuori, interrogazione di quindici minuti e “un bel quattro e a posto”!

In gita scolastica a Genova Porto per la lezione di Tecnica Mercantile, viaggio di ritorno: dal fondo del pulmann ad un certo punto si leva una voce: “Professore, guardi Di Giorgio, è nudo”! Effettivamente era stato preso di mira e gli avevano levato pantaloni e mutande, non prima di essersi più che difeso e resistito all’assalto, ma alla fine invano (avrei anche la foto sull’HD del mio laptop, non so però se sia il caso di pubblicarla, per decenza!)

Intervallo, bancone delle merende preso di mira, Michele davanti a tutti e nella confusione comincia a sfilare e a passare a chi gli sta dietro focacce grandi, piccole, pizze e quant’altro…naturalmente AGGRATIS! Povere dame lasalliane, che conto che usciva dalle loro tasche in quelle mattine;-)

Per non parlare dello Zundapp di Michele (un 125 ma ovviamente taroccato “KS175” per andare in autostrada), fatto riverniciare e personalizzare da un artigiano dell’epoca (per distinguersi dagli altri, ovviamente). Bianco perla con delle striscie multicolori che attraversavano in orizzontale il serbatoio, le fiancatine e il codino. Era l’unico in tutta Milano (direi tutta Italia), gli altri erano o grigi o arancione/rosso!!!

E della volta che arrivò a scuola con i camperos nuovi di pacca, troppo lucidi, troppo puliti, troppo perfetti. La mattina dopo erano conciatissimi, sporchi ma di quello sporco vissuto, e mi chiesi: “ma come cazzo aveva fatto in 24 ore??!!!” Aveva passato parte del pomeriggio ad imbrattarli con l’olio motore dello Zundapp (che ogni tot lasciava cascare la goccia sull’asfalto) e con lo straccio ripetutamente li aveva lavorati e ripassati con olio e grasso. Semplicemente fantastici, da quel giorno per chi indossava i camperos appena acquistati era un “must” trattarli con olio e grasso…rigorosamente della moto 😉 E nel tempo, rimaneva poi anche il segno della pedivella del cambio, la “classica ciliegina sulla torta”!

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