GEMELLI

3 aprile 2009


Come si fa a raccontare un vulcano? Come si può decidere quali episodi selezionare tra tutti quelli vissuti insieme in dieci anni, quando la persona in questione riusciva a rendere speciale qualsiasi cosa, anche la più banale, soprattutto la più banale…La persona in questione è un certo Michele Di Giorgio, figlio di amici di mio padre, sempre sentito nominare ma mai conosciuto. Fino a quel giorno…

Un’amicizia improvvisa, immediata, come se ci conoscessimo da sempre e, per di più, gemelli di nascita, 8 gennaio 1966…Alla mezzanotte tra il 7 e l’8 gennaio mi telefonava sempre per cantare Tanti Auguri. Anche una volta che vivevo con un fidanzato al quale Michele non piaceva molto e viceversa, e lui si vantava che da quella volta erano iniziati i guai per cui dopo poco tempo ci eravamo lasciati, così io avevo potuto incontrare Peter, mio attuale marito australiano (che a lui piaceva molto) con il quale mi sono trasferita a Melbourne con i nostri due bambini a vivere una vita bellissima…Michele se ne prendeva un pò il merito, e probabilmente per qualche verso aveva ragione! Nel periodo “post-fidanzato” attraversavo una crisi nerissima, disperata e depressa. Michele era lì per me, mi ha tirato fuori, mi ha ridato la mia vita…Di quel periodo voglio condividere con voi due episodi in particolare.

Una sera mi chiama alle 21.30…”Cosa fai? Cinema?” -Io “come cinema, a quest’ora…non ce la posso fare!” “Ho già il biglietto, siamo al Plinius, quando arrivi chiedi alla cassa, ci vediamo dentro, ciao!” In 30 minuti riesco a riprendermi, vestirmi, restaurarmi (quando si è depressi è questo che si fa!), attraversare la città dalla Fiera al Plinius, posteggiare e fiondarmi al cinema, domandandomi come farò in un Multisala a spiegare chi sono…ma non ce n’è bisogno, come mi avvicino trafelata la cassiera mi dà il biglietto, non so neanche per che film sia, e mi dice “Sala 3”. Entro nel buio pesto, ma prima riesco a vedere il titolo “Austin Power”…Dio mio, un film grottesco, il genere che odio, non sarei andata a vederlo neanche se fosse stato l’unico film sulla faccia della terra…in più mi devo sedere da sola perchè non riesco a vedere Michele e company…isterica e arrabbiatissima comincio a guardare il film e….a ridere, ridere come non ho mai riso!!!All’intervallo li vedo e li raggiungo. Il film si rivela assurdo e divertentissimo, la serata piacevolissima, gli amici come sempre mai visti prima, simpatici e carini.

 Un’altra sera versavo in condizioni semi-disperate, occhi gonfi, nervosismo da leone in gabbia, forza di reazione zero. Mi telefona verso le nove “Cosa fai? Mi aiuti che sto svuotando la cantina, intanto chiacchieriamo?” Io, che di cantina non avrei svuotato la mia, figuriamoci quella di un altro, non so perchè ma non so dire di no, quindi, ancora una volta, arranco dall’altra parte della città, domandandomi perchè lo sto facendo. Dalla cantina tiriamo fuori un sacco di roba, soprattutto lui, perchè è un signore e le ragazze non fanno sforzi, poi finiamo la serata bevendoci una splendida bottiglia di vino rosso ( che lui mi chiede di descrivere e spiegare perchè sono sommelier e a lui interessa molto capire il vino), e parlando di noi, di me, di cose profonde ma sempre con leggerezza, con positività, con ottimismo. Vado via tardissimo ricaricata, sorridente, contenta.

Questo era Michele, sapeva trasformare ogni cosa normale in una cosa straordinaria, ti aggiungeva qualcosa e ti rimaneva dentro. Mi manchi gemello.

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