k2 Challenge – Diario di Bordo (parte I: Giugno 1998)

20 marzo 2009


Il k2, la grande montagna

Il k2, la grande montagna

A seguire riporto alcuni articoli scritti da Michele destinati al sito web della spedizione (estate 1998), accompagnati dalle foto che ricevevo via telefono satellitare dal campo base.

19 giugno 1998

Dopo un pò di giorni di silenzio eccoci con le prime notizie dalla spedizione K2 CHALLENGE 98, perchè una serie di contrattempi burocratici ci hanno impedito l’uso delle apparecchiature elettroniche che ora usiamo comunque abusivamente.

Breve riassunto di quanto è successo fino ad ora.

L’arrivo di Edmond Joyeusaz e Michele di Giorgio ad Islamabad il giorno 8 giugno mattina ha dato l’inizio ufficiale alla spedizione. Due giorni di burocrazia e interminabili attese, incontri com le autorità locali, breefing com l’ufficiale di collegamento e cene di rappresentanza con i corrispondenti pakistani. Il resto del gruppo formato da Alessandro Ollier, Adriano Favre, Arnaud Clavel, Marco Barmasse e Chiara Dezza arrivano, accompagnati dal gruppo del trekking il giorno 11 giugno dopo un massacrante volo com piu scali che ore di volo.

Anche loro coinvolti nel gorgo burocratico e poi partenza per Skardu. Motivi di sicurezza , vista la situazione con l’India, fanno del volo per Skardu un’entità astratta, quindi ci siamo fatti questi simpatici tre giorni di viaggio via terra che ci hanno permesso, comunque, di vedere altre zone del Pakistan, e di trovarci in situazioni divertenti e stimolanti. A Skardu ci siamo fermati ancora tre giorni per aspettare Abele Blanc che è partito com ulteriore ritardo rispetto al gruppo e, accompagnato da Waldemar Niclevicz e dalla sua fidanzata Janaina. Arriverà il 17 giugno dopo una maratona di 24 ore non stop, nelle prime ore del mattino.

Finalmente composta la squadra, a bordo di una quindicina di jeeps abbiamo raggiunto Askole. Il viaggio è stato, purtroppo, funestato da un tragico incidente in cui una jeep è uscita di strada precipitando nel fiume,com a bordo 5 portatori di cui due hanno perso la vita. La mattina seguente l’avvicinamento è cominciato coprendo due tappe in una sola, dopo una pausa pranzo a Korophon, abbiamo raggiunto quindi in serata Chobrakq.

Il pernotamento è stato piuttosto disagevole perchè l’ingrossarsi del fiume prima del campo, ha impedito ai portatori di terminare il trasferimento del materiale. Parte di noi non ha ricevuto chi la tenda, chi il sacco a pelo, e la mattina dopo c’é chi ha accusato il colpo. La marcia è continuata il 19 giugno fino a Paiju, un’oasi di verde alla base del Baltoro, dove ci siamo installati in un villaggio che ha più l’aspetto di un girone dantesco, abitato da ogni sorta di umanità. Ci fermeremo qui due notti, il tempo di cucinare e organizzare tutto ciò che sul ghiacciaio non si potrà più produrre.

20 giugno 1998 – Giorno di pausa a Paiju.

Come preannunciato ieri, la gornata di oggi si è svolta nell’assoluto relax. Mentre i portatori macellavano animali e cuocevano i pani, il gruppo si dedicava chi alla lettura, chi alla riorganizzazione dei carichi e chi a giocare. Monopoli, scopa e yatzee sono stati protagonisti.

Le temperature in questi giorni sono ancora abbastanza elevate, e mentre di giorno il termometro sfiora i 35 gradi la sera scende intorno ai 5 Il clima molto secco, rende comunque le situazioni estremamente sopportabili. Intorno a noi intanto le montagne cominciano ad essere veramente imponenti, e da domani lasceremo la polvere e i sassi per quelli più grossi del ghiacciaio del Baltoro.

Fra qualche giorno potremo anche mandarvi delle immagini, ma dovete pazientare a quando l’utilizzo del telefono sarà ufficialmente permesso. Madare foto, infatti, richiede tempi di collegamento troppo lunghi per passare inosservati. Per oggi è tutto.

24 giugno 1998 – Arrivo al Campo Base.

Dopo Paiju abbiamo proseguito per Urdukas e poi per Gore, il bel tempo ci accompagna e il morale e’alto. Ad uno ad uno abbiamo un po’ di acciacchi dovuti alla quota, al tempo, al freddo notturno, ma tutti si riprendono molto in fretta.

I 180 portatori che ci accompagnano, danno problemi tutte le mattine, minacciando scioperi e avanzando richieste spesso irrealizzabili (ieri mattina volevano 180 paia di occhiali e di guanti) ma poi tutto viene messo a posto con un po’ di diplomazia e un po’ di grida e minacce e si riparte.

Il giorno 23 siamo arrivati al Concordia e quindi in vista della “bestia”. Fa veramente impressione: una piramide con una massa di 41 volte il Cervino.

Il 24 ci siamo incamminati verso il campo base alle 5 am, e dopo 20 km circa di cammino sul ghiacciaio, abbiamo finalmente raggiunto il campo base a 5100 mt slm.

Domattina i componenti del trekking ci lasceranno e torneranno verso casa. Stasera festeggiamo la loro partenza con spaghetti, grana e salumi che ci siamo portati dall’Italia.

Ciao a tutti e…. continuate a seguirci!

25 giugno 1998 – Si prepara il Campo Base.

Stamattina abbiamo fatto una dormitona fino alle 7am. Poi, dopo una ricca colazione, il gruppo si e’ diviso; gran parte e’ andata con i trekkers poco sotto il Campo Base dove sorge un piccolo cimitero dove sono sepolti molti grandi alpinisti che hanno perso la vita su queste montagne: da Jill Kej della spedizione americana del 1953 fino ai nostri Mario Puchoz, Mazzoleni e Casarotto. In realta’ solo due sono qui sepolti perche’ raramente il ghiacciaio rende i corpi, ma le targhe ricordano tutte le vittime. C’e’stato un momento di grande commozione e poi gli alpinisti sono tornati al campo base mentre i trekkers hanno preso la via di casa.

Michele Di Giorgio intanto si e’ spinto fino all’attacco della salita per una ricognizione, e Chiara Dezza con Arnaud Clavel sono rimasti ad organizzare il campo.

Dopo il pranzo in cui si e’ bevuto il primo bicchiere di vino rosso e il primo caffe’ fatto con la moka (dettagli che sembrano insignificanti ma che per noi a 5000 mt sono notevoli), abbiamo organizzato definitivamente le tende, la dispensa e i carichi per i campi di alta quota.

26 giugno 1998 – Primo attacco alla Montagna.

Marco Barmasse e Alessandro Ollier com 3 portatori d’alta quota sono andati ad installare il primo campo avanzato, partendo verso le 6,30 am. Qualche ora dopo Michele Di Giorgio li ha raggiunti sulla traccia e sono state fatte le prime foto oltre il campo base.

Il resto del gruppo ancora si sta acclimatando e rimettendo in forma. Il campo base oggi sembrava un villaggio del riposo. Chi cuciva, chi faceva il bucato e alcuni di noi hanno anche fatto la doccia grazie ad una borsa nera che contiene 20 l. d’acqua che si scalda al sole. Il risultato e’ piu’ che piacevole.

Al ritorno di Marco Barmasse, Alessandro Ollier e Michele Di Giorgio, quest’ultimo ha spiegato la carbonara al cuoco che ha fatto un lavoro niente male (a parte non voler tagliare la pancetta perche’ e’ maiale). Il pomeriggio si e’ svolto fra giochi di carte , pisolini, e relax.

Domani, forse, un’altro attacco alla Montagna.

29 giugno 1998 – Prime perlustrazioni in quota.

Stamattina in 2 siamo stati sul ghiacciaio De Filippi verso Sella Negrotto. Purtroppo le condizioni sono estremamente pericolose, per via di placche di neve instabile che devono ancora scaricare, rendendo la via impraticabile.

Il team ha quindi scelto di rimandare la decisione a piu’ avanti. Quindi, Edmond Joyeusaz e Marco Barmasse sono stati sulla via Cucutzka fino a quota 6200m a testare il materiale sciistico; Michele Di Giorgio si e’ posizionato alla base della via per effettuare foto e riprese, mentre Abele Blanc e Waldemar Niclewicz hanno proseguito l’attrezzatura della via sullo Sperone degli Abruzzi, posizionando il 1 campo in quota a circa 5800 m e posizionando il materiale per il 2 campo a quota 6200 m circa. Le stime delle quote sono fatte attraverso gli orologi Casio che calcolano la pressione, quindi soggette ad approssimazione.

All’ora di pranzo abbiamo ricevuto visita da un componente della spedizione svizzera al b. peak, che si e’ fermato a godersi un piatto di spaghetti. Mancavano all’appello Abele Blanc e Waldemar Niclewicz che arriveranno al campo verso sera.

30 giugno 1998 – Installato il Campo n.1

Oggi e’ stato raggiunto il primo risultato concreto. Adriano Favre e Arnaud Clavel salendo dallo Sperone degli Abruzzi, hanno finalmente individuato il posto per il primo Campo in quota, e l’hanno installato. Faranno stanotte il primo pernottamento in quota e domani attaccheranno per il secondo. In questi giorni, infatti, e’ stato portato in quota il materiale, il cibo e le tende per entrambi i campi.

In cammino verso lo Sperone degli Abruzzi, a 5.250 m slm

In cammino verso lo Sperone degli Abruzzi, a 5.250 m slm

Il tempo e’ incostante e frequenti spruzzate di neve seguite da molto caldo, rendono molto faticosa la salita e l’individuazione dei posti per i campi. Nel frattempo Edmond Joyeusax, Marco Barmasse e Michele Di Giorgio hanno riattaccato la via Cocutzka, tornando al campo nel pomeriggio.

Domani speriamo di darvi notizia di nuovi risultati. Per adesso un ciao a tutti voi che ci seguite sempre piu’ numerosi.

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