La prima candid camera nell’Europa dell’Est

24 febbraio 2009


mdg con la divisa dell'Armata Rossa (cliccare per ingrandire)

mdg con la divisa dell'Armata Rossa (cliccare per ingrandire)

Ho conosciuto Michele quando lui aveva 10 anni e io qualcuno in più. La nostra è stata un’amicizia costruita negli anni e a lui mi legano molti dei ricordi più belli della mia vita. Ho certamente tanti episodi da raccontare di esperienze vissute insieme e questo blog mi permetterà di farle rivivere nel corso del tempo. L’altro giorno, guardando alcune fotografie che ci ritraggono insieme e con altri amici e che spesso erano scattate da lui che amava immortalare ogni momento della sua giornata, anche quelli che a i più possono apparire insignificanti, mi sono capitate due immagini di una vacanza a Praga con anche Marco e Peo che credo per noi tutti, grazie soprattutto a Michele, sia stata una delle più divertenti e indimenticabili mai vissute. Di quella vacanza vorrei raccontare un episodio in particolare che spesso ci piaceva ricordare.

Il gruppo in viaggio si gode una sosta in una discoteca austriaca

Il gruppo in viaggio si gode una sosta in una discoteca austriaca (clicca per ingrandire)

Praga, novembre 1990 da poco più di un anno era caduto il muro di Berlino e la popolazione locale cominciava ad assaporare il gusto della libertà conquistata. Stavamo bighellonando nei pressi del famoso Ponte Carlo dove alcune bancarelle vendevano cianfrusaglie retaggio dell’epoca della dominazione sovietica. Ravanando nei cesti di uno dei venditori ambulanti, Michele trova un’uniforme dell’Armata Rossa con tanto di colbacco dotato di falce e martello. Si nasconde dietro un porticato per cambiarsi e nota con piacere che la taglia è casualmente perfetta. Velocemente mi rifila tutti i suoi indumenti e rimane pertanto vestito come un ufficiale del più famigerato esercito della recente storia europea.

Nel frattempo passa un plotone di soldati cechi che notando un turista abbigliato con quell’uniforme, per anni emblema di terrore per la gente del posto, si mette a ridere a squarciagola (la reazione sarebbe stata probabilmente molto differente fino a qualche mese prima). Michele fraternizza a gesti con qualcuno dei soldati (il dialogo è praticamente impossibile considerate le insormontabili difficoltà linguistiche: nessuno di loro conosce una parola di una lingua che non sia il ceco). Attraversiamo il Ponte Carlo e Michele improvvisa il passo dell’oca che lascia sbigottiti le frotte di persone che notoriamente invadono il più famoso sito della città. Io mi godo la scena a debita distanza dal momento che devo trasportare i suoi vestiti.

mdg controlla i documenti ai turisti

mdg controlla i documenti ai turisti

All’estremità opposta del ponte, Michele ferma due coppie di turisti italiani chiedendo loro di esibire i documenti, io a quel punto mi nascondo dietro una colonna per assistere alla favolosa sceneggiata: i quattro malcapitati confabulando tra di loro nutrono qualche dubbio sulla reale autenticità dell’ufficiale dell’Armata Rossa in quanto calza un paio di Superga bianche e occhiali con marchio sfacciatamente occidentale. E’ uno spettacolo incredibile l’espressione severa con cui Michele si rivolge ai quattro per convincerli, nonostante i tentennamenti, a consegnare i passaporti.

La sorpresa arriva qualche attimo più tardi: i soldati che avevano sghignazzato alla vista del turista vestito da ufficiale sovietico, ripassano casualmente nella zona in cui ci troviamo e riconoscendo Michele, capiscono velocemente la situazione e si mettono sull’attenti per salutare l’autorità superiore. A quel punto i quattro italiani, improvvisamente impauriti lasciando da parte ogni dubbio, consegnano i propri documenti a Michele che improvvisa una verifica dei dati con tanto di annotazione e li saluta in tedesco mantenendo inalterata l’espressione del volto.

Quando i turisti si allontanano, si finisce allegramente a festeggiare con i soldati il successo della prima candid camera nell’Europa dell’Est.

Al prossimo racconto…


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